it | en

Mostre Duskfall Memories

Per Eva Sauer, la trasfigurazione del quotidiano in possibili mondi fantastici è prediletta alla pura registrazione: le sue fotografie sono un susseguirsi di istanti enigmatici, di sospensioni di senso ed intenti, più prossimo alla messa in scena teatrale che alla documentazione. Sebbene la fotografa non lavori alla costruzione di set veri e propri – come sperimentato da alcuni artisti contemporanei: da Jeff Wall a Gregory Crewdson– le sue immagini si offrono come altrettante mises en scène, che lasciano intravedere solo un istante di una storia che sta a noi interpretare e magari continuare a sviluppare. (Benedetta Cestelli Guidi)

„Duskfall memories“ ... Nel nord europa esiste la „blue hour“ che nel periodo estivo si prolunga alcune ore: il sole sembra non calare mai. Un lungo bagliore all’orizzonte colora la luce di un blu intenso. La „blue hour“ ha qualcosa di magico, sembra portarti in un’altra dimensione dove la realtà lascia spazio alla fantasia e la mente è libera di compiere magnifici viaggi.... Astrid Lindgren, la grande autrice di libri per bambini introdusse nel suo racconto „Land of Dusk“, una figura particolare: un ometto che ogni sera appunto a quest’ora portava un bimbo, affetto da una malattia che gli vietava di camminare, fuori dalla sua stanza-prigione volando sopra i tetti della città. Questo momento di libertà durava quanto l’ora blu, dopodiché l’ometto scompariva. Le immagini evocate da quel mondo ancora visibile ma già parzialmente coperto dalle ombre non mi hanno lasciato e impugnata la mia prima macchina fotografica iniziai a cercare queste immagini nel mondo esterno. (Eva Sauer)

 Foto di EVA SAUER