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Collezioni Palingenesi

Nel presentare il lavoro di Fabio Zonta si potrebbe ricordare il pensiero di Democrito, nel cui universo tutto si forma per disgregarsi e riaggregarsi. Pur legittimando queste premesse è doveroso ricordare che le sue immagini nascono in primis dall’osservazione o meglio dalla capacità di cogliere, nei processi immutabili della natura, la componente estetica ed esistenziale che ne è l’essenza. Il frammento di vetro levigato dall’acqua ha cessato di essere oggetto d’uso, acquista una nuova forma per tornare a essere sabbia. Il fascino di questo processo si amplifica se applicato ai fiori: alla loro morte apparente segue un’esplosione di semi che danno vita ad altre piante. Cogliere questo momento attraverso l’obiettivo significa fissare un’impercettibile linea di confine che pure ha uno spessore solido che lega passato, presente e futuro. (Gianfranco Arciero )

Foto di FABIO ZONTA